mercoledì 22 febbraio 2017

“Rare rondini a primavera (sempre più gabbiani lontani dal mare)” (iQdB Edizioni di Stefano Donno) di Vito Antonio Conte alla Libreria Palmieri di Lecce
























“Rare rondini a primavera (sempre più gabbiani lontani dal mare)” (iQdB Edizioni di Stefano Donno) di Vito Antonio Conte sarà presentato il 23 febbraio 2017 ore 18,30 presso la Libreria Palmieri di Lecce in via Salvatore Trinchese 62 da Eliana Forcignanò. Interverrà l’editore Stefano Donno
Poesia quella di Vito Antonio Conte carica di senso, o meglio di quel sentimento vitale che non arretra rispetto a niente e nessuno. I versi sono attraversati come un fiume in piena da sorrisi amari, sberleffi, e un impellente quanto mai sopito bilanciamento del ritmo in ogni parola usata, perché se la si deve dire tutta, è inutile biasciare, balbettare o peggio ancora essere fraintesi. Questa piccola raccolta poetica nonostante tutto (e fortunatamente grazie a tutto quello che esprime) e nonostante l’amarcord che la pervade, è un inno singolare alla vita, forse un invito al viaggio per non farsi sfuggire nulla e godere di tutto, per non avere rimpianti, rimorsi e inutili nodi alla gola!
Questa raccolta di poesie è dunque «un inno singolare alla vita, forse un invito al viaggio per non farsi sfuggire nulla e godere di tutto, per non avere rimpianti, rimorsi e inutili nodi alla gola!». E la vita scorre a pieno regime in questi versi, «attraversati come un fiume in piena da sorrisi amari, sberleffi, e un impellente quanto mai sopito bilanciamento del ritmo in ogni parola usata, perché se la si deve dire tutta, è inutile biasciare, balbettare o peggio ancora essere fraintesi». Lo testimoniano non solo i versi citati in apertura, ma anche quelli presenti nel resto della raccolta. L’autore non gira intorno alla verità, quantomeno alla sua verità, e la espone senza cercare lunghe e inutili elusioni: «che se poi la madre di quel tizio / si fosse data e/o continui a darsi / davvero per soldi / dov’è la colpa? / e soprattutto di chi?». Oppure: «altra cosa è il piacere / e altra ancora il Piacere / (e adesso non rompetemi i coglioni / pensate a salvarvi da voi stessi…)». Ma non c’è spazio, in questa raccolta, soltanto per confessioni o invettive. Emergono, al suo interno, anche versi in cui l’autore si espone in altro modo, riflettendo su sensazioni sfuggenti che colpiscono nonostante la loro apparente quotidianità: «Felicità è incontrare / nella notte un bagliore / evitando la confusione / accecante del giorno / nutrendo attimi d’amore / attimi d’amore / attimi d’infinito amore». Si tratta soltanto apparentemente di un’opposizione rispetto alla chiarezza aperta e finanche smodata dei versi citati poc’anzi. A questo servono le parole: circoscrivere uno stato d’animo nello spazio di un momento. E così, non troppo inaspettatamente, la raccolta si chiude con tre versi sentimentali ma anche lapidari: «T’ho baciata / senza neppure sfiorarti / per godere del tuo sorriso». (Stefano Savella, Puglialibre)

Vito Antonio Conte è nato a San Pietro in Lama e vive a Lecce, siccome gli è toccato e siccome ha scelto. Laureato in giurisprudenza, rispetta il diritto, ma ama giocare di rovescio…

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