domenica 18 giugno 2017

Io, italiano, mi sento tanto … clandestino! La postilla di Stefano Donno



Mentre Silvio Berlusconi si dedica ad affinare le armi per le prossime elezioni, facendo un po’ di sano make up a Forza Italia ammiccando  a personaggi acchiappavoti come Barbara D’Urso e Federica Panicucci, e Filippo Facci viene ostracizzato ed è a rischio cicuta o purga per aver detto ciò che pensa (ma non eravamo una democrazia?), dappertutto il tema del giorno è lo Ius Solis. Il nuovo giocattolo perditempo del nostro governo. Un governo fragile come il nostro e con un programma molto debole, non è in grado di parlare di Ius Soli, integrazione, immigrazione. Manca la cultura della tutela del cittadino, figuriamoci cosa si può garantire ai nuovi italiani. Chi ci governa ha tolto diritti fondamentali all’italiano medio (ogni giorno aumentano i poveri che si rivolgono alla Caritas e diminuiscono le nascite secondo lo ius sanguinis da parte delle famiglie italiane), compresso e compromesso spazi, possibilità di sviluppo anche per piccole start-up di giovani imprenditori illuminati, che se anche ricevono soldi pubblici, dopo poco sono costrette a chiudere perché stritolate dalle tasse.  Magari lo Ius Solis sarebbe in teoria anche una cosa giusta, ma per noi al momento non è un atto di civiltà, perché stiamo negando la dignità a questi nuovi italiani, visto che i vecchi l’hanno persa da tempo. Non so voi … ma mi sento tanto un clandestino, in balia del mare in tempesta di una politica della miseria! Io però ho l’Italia nel cuore, e continuerò a dirla come la penso!

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